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Di Dario Castiglioni 27-giu-2019 12.45.00

Perché le PMI dovrebbero passare al Cloud Backup as a Service (BaaS)?

La continuità operativa e la sicurezza delle informazioni aziendali sono fattori chiave per soddisfare i requisiti di time-to-market e le esigenze dei consumatori globali, preservando i profitti e la reputazione del marchio. Ecco perché nell’era della digitalizzazione qualsiasi impresa necessita di una strategia solida ed economicamente sostenibile per l’archiviazione, la copia e il ripristino dei dati. Il Cloud Backup as a Service (Baas) è una valida alternativa alle analoghe soluzioni on-premise per assicurare la data protection delegando l’onere delle procedure di backup e recovery al cloud provider.

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Si tratta sostanzialmente di un servizio gestito che permette alle aziende di affidare a terzi l’attività di backup liberando le risorse It interne: i dati precedentemente archiviati (indipendentemente dall’origine, quindi risiedenti su Data Center aziendale o sulla nuvola) vengono copiati sia in locale (per un ripristino rapido) sia sul cloud del fornitore che ne garantisce l’integrità, la sincronizzazione, la disponibilità e il recupero in caso di emergenza (failure o disastro dei sistemi primari).

Per le Piccole e Medie Imprese, il cloud backup si rivela uno strumento preferibile alle soluzioni tradizionali soprattutto grazie alle caratteristiche di scalabilità ed economicità (come tutti i servizi a consumo, permette di dimensionare le risorse disponibili in base alle esigenze contingenti, ottimizzando i costi).

Il Cloud Backup per la massima sicurezza dei dati

Esiste tutta una serie di ottime ragioni per cui una PMI dovrebbe approcciare le nuove tecnologie di cloud backup. Innanzitutto per rafforzare le strategie di protezione dei dati contro le potenziali sviste commesse dagli utenti (ad esempio, una cancellazione involontaria dei documenti), ma anche contro i guasti dei sistemi e gli errori delle applicazioni (i dati potrebbero essere inaccessibili per downtime oppure perché corrotti).

La mancanza di manutenzione e aggiornamento dei sistemi hardware e software costituisce infatti un tallone di Achille che può minare la sicurezza delle informazioni aziendali, soprattutto quando i budget sono ridotti o il personale It è oberato.

Le piccole e medie imprese altresì devono essere in grado di garantire la sicurezza delle informazioni da attacchi hacker e malware in generale. Il Clusit (ovvero l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) dipinge un quadro sulla cyber security a tinte fosche, ma soprattutto in previsione di peggioramento: nel 2018, il numero globale di attacchi informatici gravi (1.552 in totale, con una media mensile di 129) è cresciuto del 38% rispetto all’anno precedente, con una curva incessantemente al rialzo dal 2011. A preoccupare è inoltre il maggiore livello di sofisticazione delle tecniche di attacco (che sfruttano le moderne tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning per potenziare l’efficacia), così come l’aumento dell’impatto per singolo incidente. La perdita, il furto o la compromissione dei dati sono le catastrofiche conseguenze delle violazioni perpetrate a scopo di estorsione (cybercrime), spionaggio o hacktivism, pertanto una solida strategia di backup e recovery si profila indispensabile.

L’innovazione del Backup as a Service (BaaS)

Se la sicurezza è il primo driver che spinge le Pmi verso l’adozione del cloud backup, il BaaS offre comunque altri vantaggi strategici. Innanzitutto permette l’ammodernamento dello storage aziendale, sostituendo i vecchi sistemi legacy basati su nastro con una soluzione a prova di futuro: se i Service Level Agreement garantiscono l’efficienza del servizio e quindi il continuo aggiornamento delle tecnologie sottostanti, il modello pay-per-use offre l’agilità per scalare rapidamente le risorse secondo necessità.

Inoltre, grazie al cloud backup, le Pmi possono differenziare la strategia di sicurezza in base alla criticità delle informazioni, all’urgenza del ripristino e all’entità dell’incidente, disponendo di copie locali (per un recovery veloce) e sulla nuvola (in caso di disastro).

Infine, la possibilità di delegare le attività di backup al fornitore di servizi cloud dispensa i tecnici aziendali da una serie di mansioni prettamente operative, liberando risorse da impiegare su compiti a maggiore valore per il business e l’innovazione.

Come scegliere la soluzione ottimale?

Se il cloud backup può rappresentare quindi una soluzione vincente per le Piccole e Medie Imprese, la scelta del servizio deve comunque essere oculata.

In fase decisionale è bene passare al vaglio le caratteristiche della soluzione offerta, che deve innanzitutto provvedere a un backup secondo la regola 3 - 2 - 1: devono quindi essere generate tre copie dei dati da conservare su due supporti differenti, con un backup off-site. In breve, significa che oltre alla copia originale, saranno disponibili un backup sul sito primario (il datacenter aziendale, dove risiede appunto il dato originario) e un cloud backup su altra infrastruttura remota, messa a disposizione del provider. Solo così è possibile garantire contemporaneamente sia la velocità del ripristino (grazie al backup locale, in prossimità del dato originale) sia la sicurezza dei dati anche in caso di collasso del datacenter primario (attraverso l’archiviazione in cloud).

La soluzione BaaS deve essere inoltre flessibile e consentire le attività di salvataggio e ripristino sia per i personal computer (laptop, desktop, workstation) sia per i server (fisici e virtuali).

Un altro criterio di selezione da non trascurare sono i servizi di assistenza e consulenza messi a disposizione dal fornitore. Qualsiasi iniziativa di successo parte dalla fase di assessment e dalla definizione di una strategia su misura, concordata e sviluppata insieme al cliente. Il provider dovrebbe quindi fornire tutti gli strumenti per la messa in esercizio del BaaS e quindi:

  • installare gli agent sulle macchine (pc e server) oggetto di backup;
  • implementare localmente i sistemi di archiviazione (Nas) in funzione dello spazio disco concordato;
  • attivare in cloud la capacità storage necessaria per la copia off-site, garantendo un accesso 24x7 ai servizi;
  • configurare il pannello di controllo per la gestione del backup locale e remoto.

Un’ulteriore attività consulenziale a supporto del cliente dovrebbe essere la definizione delle policy di backup, strutturate chiaramente all’interno di un documento di riferimento per entrambe le parti.

Infine, poiché il cloud backup rappresenta un fattore altamente strategico per le aziende, bisognerebbe chiedere al provider la totale trasparenza sulle caratteristiche dell’infrastruttura in termini di localizzazione, sicurezza, compliance, performance, disponibilità.

 

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