Di Francesco Salvini 22-dic-2020 16.24.17

3 consigli per affrontare la migrazione al cloud con serenità

L’Osservatorio Cloud Transformation, ha registrato che, solo nel 2019, il mercato Cloud italiano ha toccato quota 2,77 miliardi di euro, (+18% rispetto al 2018) e si prevede di arrivare a 3,35 miliardi a fine 2020. Per una azienda che si affida ai servizi Cloud Computing, i vantaggi sono molteplici: i servizi cloud possono essere acquistati in base alle reali esigenze dell’azienda che diventa facilmente scalabile e molto reattiva nell’adattarsi ai cambiamenti del mercato e alle future opportunità di business. Potrà inoltre avvalersi delle ultime tecnologie presenti sul mercato e, affidando questi servizi al provider esterno, vi sarà un risparmio in termini di risorse umane che potranno essere ricollocate in attività più focalizzate sul vero e proprio core business dell’azienda.

In questo articolo cercheremo di fugare ogni dubbio riguardo all’effettiva attività di migrazione al cloud, che sebbene sia il cuore della trasformazione digitale messa in moto dal Cloud Computing, spaventa ancora molte aziende che hanno paura di perdere i loro dati. Continua a leggere per scoprire come affrontare la migrazione con serenità!

Cloud computing: se non ora, quando?

Qual è il momento migliore per effettuare la migrazione verso i servizi Cloud? A questa domanda non esiste una risposta univoca, certo è che questo periodo storico-economico molto particolare, i cui ritmi sono scanditi dall’evolversi della pandemia, è sicuramente molto favorevole per pianificare questo passaggio. 

L’emergenza CoVid ha infatti imposto alle aziende cambiamenti repentini (si pensi solamente allo smart working) che altrimenti sarebbero avvenuti in tempi molto più lunghi. Dunque in questo clima di riorganizzazione l’introduzione di un nuovo task per migrare i servizi verso il Cloud è sicuramente meno invasivo e più facilmente gestibile (e assimilabile).

Sicuramente il passaggio non è immediato, ma una buona pianificazione fatta in fase preliminare, permetterà di evitare di incorrere in spiacevoli contrattempi che potrebbero interrompere l’operatività naturale dell’azienda. Vediamo dunque tre consigli per affrontare la migrazione con la massima serenità e nel modo meno invasivo possibile.

1. Svolgere un assessment completo delle esigenze di trasferimento dei carichi di lavoro in Cloud

Non tutte le applicazioni avranno bisogno di essere trasferite in cloud. Sicurezza e costo sono due componenti principali da considerare quando si decide per la migrazione di un’applicazione, ma è anche essenziale comprendere l'impatto sul business e sull'IT durante la migrazione.

Nella scelta di cosa trasferire in cloud tieni sempre presente questi fattori: 

  • Quale applicazione deve essere eventualmente riprogettata e quale applicazione può essere invece trasferita senza alcuna modifica?
  • Se un'app deve essere riprogettata, quanto sarà complessa tale attività? 
  • Il tuo fornitore offre anche servizi che consentono la migrazione senza riconfigurare i carichi di lavoro? 
  • Quale ROI ti aspetti per le applicazioni che trasferirai in Cloud?
  • Quanto tempo impiegherà l'applicazione per ottenere lo stesso risultato dopo la migrazione?
  • Quale tipo di cloud è il migliore per le tue applicazioni?

Quest’ultimo punto in particolare merita un minimo di approfondimento: è infatti importante scegliere nella fase iniziale il tipo di cloud da adottare, tra pubblico, privato o ibrido.

Nei cloud pubblici server e spazi di archiviazione, appartengono a un provider di servizi cloud di terze parti e vengono distribuite tramite Internet. Un cloud privato è invece costituito da risorse usate esclusivamente da un'azienda o un'organizzazione, i servizi e l'infrastruttura vengono sempre gestiti in una rete privata e l'hardware e il software sono dedicati esclusivamente alla tua organizzazione. Un cloud ibrido combina l'infrastruttura locale, o un cloud privato, con un cloud pubblico consentendo di spostare dati e app tra i due ambienti. 

2. Definire una roadmap precisa per la migrazione al Cloud

Definito “cosa” migrare, è il momento di definire “come” questa migrazione debba essere implementata. A questo punto è necessario definire una roadmap che definirà chiaramente come dovrà evolversi il progetto di migrazione. Tipicamente è bene prevedere tre fasi:

  1. Nella prima fase ci si focalizza sulla creazione dei primi casi di successo con applicativi scelti secondo specifici criteri di prioritizzazione.
  2. Successivamente si fissano degli obiettivi da conseguire a seguito dell’esperienza fatta nella prima fase e degli apprendimenti e della conoscenza maturata sugli aspetti specifici della piattaforma cloud selezionata come destinazione. Si analizzano i vincoli incontrati e le problematiche specifiche emerse durante la migrazione degli applicazioni prese a campione rispetto al contesto di partenza.
  3. Infine si va a concludere il processo di migrazione, forti dell’esperienza e dei successi conseguiti nelle fasi precedenti.

3. Affidarsi a un provider di Cloud-as-a-service per ridurre i costi di gestione e monitoraggio dell’infrastruttura

Sappiamo bene che il processo di migrazione al cloud non è un’attività banale e può diventare un grosso problema se non si pianifica dettagliatamente il processo in tutte le sue parti. Per questo è bene evitare il “fai-da-te” ed affidarsi ad un partner tecnologico affidabile che possa mettere a disposizione diversi servizi tra cui poter scegliere.

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Conclusioni

Il passaggio al Cloud non è una cosa da improvvisare. Sono molte le cose da valutare prima di intraprendere questa trasformazione. Per questo ti invitiamo a scaricare l’ebook gratuito di approfondimento “Cloud-as-a-service: checklist per la migrazione al cloud gestito” in cui troverai utili approfondimenti e informazioni che ti serviranno in tutto il processo di innovazione della tua azienda. Scaricalo cliccando sul pulsante qui sotto!

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