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Di Simone Venezia 15-lug-2019 14.00.00

5 consigli per mettere in sicurezza i dispositivi con il Mobile Device Management

Oltre a rivoluzionare l’organizzazione delle imprese, la proliferazione di dispositivi mobile e la progressiva diffusione dello Smart Working stanno mettendo sotto pressione gli amministratori e le infrastrutture IT aziendali. Si tratta infatti di governare e integrare un parco di periferiche - in crescita continua e non sempre sotto controllo - che si connettono alla rete locale, generando ulteriori sfide di gestione e protezione.

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Occorrono quindi solide strategie di Mobile Device Management (MDM), che partendo dalla definizione di policy, includano una revisione tecnologica e dei processi tenendo conto del legacy, in una logica di miglioramento continuo alla ricerca dell’efficienza. Ecco cinque consigli per mettere in sicurezza i dispositivi mobile e traguardare con successo i progetti di innovazione IT!

Le nuove sfide nel Mobile Device Management

La mobility aziendale restituisce alle aziende flessibilità, risparmi, produttività e velocità di azione, ma inevitabilmente aggiunge complessità in termini di architetture informative e vulnerabilità agli attacchi hacker o ai furti di dati.

Il dipartimento IT deve adeguare il network aziendale per supportare le nuove richieste di connessioni wireless, governare un’infrastruttura di rete sempre più composita e aperta, gestire i dispositivi fisici ma anche le mobile app aziendali, fornire assistenza tecnica per un numero di dispositivi in costante aumento, gestire una pluralità di contratti diversi con differenti interlocutori.

Sintetizzando, la sfida è quella di tenere sotto controllo e manutenere un parco installato estremamente eterogeneo di periferiche e sistemi, garantendo efficienza operativa e sicurezza. Proprio per questa eterogeneità di dispositivi, negli ultimi anni il concetto di MDM si inoltre è evoluto in Enterprise Mobility Management, che comprende la gestione delle app pubbliche e delle repository aziendali e pubbliche (Drive, Dropbox, ecc.), fino ad arrivare alla definizione più recente di Unified Endpoint Management, che comprende anche i dispositivi wearables, un’inclusione necessaria visto il ruolo sempre più importante dell’IoT nella sicurezza delle infrastrutture IT aziendali.

5 consigli per il Mobile Device Management

Come uscire dunque dall’impasse della messa in sicurezza di tutti questi dispositivi? Con il grande boom della mobility negli anni passati, gli analisti di Forrester avevano stilato una lista di 20 best practice per costruire una strategia di MDM efficace, che partendo dall’assessment sulle risorse umane e tecnologiche, definisce e implementa un approccio per l’introduzione, la gestione e la manutenzione dei dispositivi in azienda all’insegna della sicurezza e della razionalizzazione.

Di seguito, ecco 5 consigli da seguire per la gestione ottimale e la messa in sicurezza dei dispositivi che si connettono alla rete aziendale:

1. Assessment

Come ogni progetto, le iniziative MDM iniziano necessariamente con la fase preliminare di studio: bisogna capire le reali esigenze di mobilità della forza lavoro aziendale (chi e come utilizzerà i dispositivi, quali sono i sistemi operativi più appropriati, quali applicazioni devono essere disponibili via mobile eccetera), quindi creare gruppi di potenziali utenti in base alle necessità di utilizzo. Ovviamente, sarà anche necessario stimare i costi dell’iniziativa e passare al vaglio i potenziali fornitori. Insomma, per partire con il piede giusto, bisogna avere le idee chiare.

2. Flessibilità

Nell'elaborare la strategia corretta per la business mobility, Forrester enfatizza il criterio della flessibilità: bisogna pensare a un ridisegno delle infrastrutture e dei processi in grado di supportare un ampio spettro di dispositivi eterogenei - diversi per modello, produttore, sistema operativo -, ma soprattutto in continua evoluzione. Da non trascurare, soprattutto in futuro, l’adozione per utilizzi professionali dei dispositivi wearable, affianco di smartphone e tablet.

3. Sicurezza

Un elemento chiave nelle strategie di Mobile Device Management è l’implementazione delle misure di sicurezza, partendo da una precisa definizione delle policy (ad esempio, si stabilisce chi e come può accedere a cosa) e adottando le opportune tecnologie di protezione: autenticazione tramite password, data encryption, controllo da remoto dei dispositivi con possibilità di blocco e reset in caso di furto o smarrimento.

4. Gestione

A latere della sicurezza, l’altro punto dolente nell'approccio alla business mobility è la crescita della complessità: servono strumenti in grado di gestire un ampio parco di dispositivi eterogenei, non solo dal punto di vista hardware (riparazione, sostituzione, smaltimento), ma anche software (inizializzazione, aggiornamenti del sistema operativo, mobile app) e dei servizi (contratti con il fornitore di rete, garanzia del dispositivo e così via). Forrester consiglia pertanto di ricorrere a soluzioni di device management (per l’amministrazione centralizzata e polifunzionale dei dispositivi) o di investire nei Managed Services. Nel secondo caso si tratta di pacchetti all-inclusive, tipicamente con un costo fisso mensile per postazione di lavoro, che delegano al fornitore qualsiasi onere di gestione dei dispositivi: dalla manutenzione agli updates di sicurezza fino ai contratti con i provider di telecomunicazioni. Il vantaggio per il dipartimento IT aziendale è immediato: soluzione unica (con un solo interlocutore e contratto), ore di lavoro routinario risparmiato e la garanzia di avere dispositivi sempre aggiornati, protetti e funzionanti.

5. Change Management

Ultimo punto, la gestione del cambiamento. Anche se l’utente medio è ormai avvezzo all'utilizzo dei dispositivi mobile nell'esperienza privata, non bisogna tralasciare l’educazione in materia di policy: l’introduzione di smartphone e tablet in azienda porta una grande trasformazione nelle abitudini lavorative e occorre formare le persone ad un uso corretto e accorto dello strumento, soprattutto in termini di sicurezza. In gioco c’è la vulnerabilità dei dati e di tutto l’ecosistema IT aziendale.

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