3 maggio 2017

Cyber security in Italia: perché la PMI deve difendersi

La cyber security in Italia è fondamentale, ancora di più per le PMI: creative, vocate alla qualità, competitive, legate al territorio e al tempo stesso lanciate sui mercati globali, portatrici di ricchezza. Sono le nostre piccole e medie imprese una delle chiavi di volta del made in Italy, un patrimonio per tutto il Paese e quindi un risorsa preziosa da proteggere contro il cybercrime.

Le PMI sono il cuore dell’Italia, ne compongono il tessuto economico, ne caratterizzano il business per questo la cyber security diventa essenziale per le aziende stesse e per l’Italia.
Spesso le piccole e medie imprese sono anche le più innovative: hanno idee, creatività, depositano brevetti, vantano eccellenze produttive.
Incarnano spesso un modello economico – e sociale – che gravita intorno al concetto di qualità e guarda al futuro.
Flessibili e con processi decisionali in mano a pochi, sono l’entità maggiormente in grado di reagire agli stimoli del cambiamento.

Perché, quindi, le Pmi dovrebbero difendersi dal Cyber Crime?

Per prima cosa, per salvaguardare le proprie idee e i segreti produttivi. La Cyber Security è fondamentale, basti pensare che il sabotaggio industriale è considerato come uno dei motivi più plausibili di un attacco DDoS, molto più di una cospirazione politica o di vendette personali. In particolare proprio le PMI, quando subiscono un attacco, spesso sono portate a credere che la colpa sia della concorrenza (Indagine IT Security Risks condotta da Kaspersky Lab nel 2016).
Oltre che per non diffondere le proprie idee, è importante difendersi dalle minacce informatiche anche per motivi economici.
Si stima che un attacco possa costare a una piccola impresa migliaia di euro, tra fermi macchine, furto di informazioni sensibili, perdita di clienti, senza contare i danni reputazionali.

Cyber Security in Italia: una situazione in miglioramento

Chi crede che ci sia differenza tra grandi imprese e PMI, deve pensare che la Cyber Security non ha un mercato o un settore di riferimento: tutti ne sono coinvolti.
Sono soprattutto le piccole e medie realtà a essere il bersaglio degli attacchi informatici e, purtroppo, sono proprio quelle organizzazioni che spesso faticano a comprendere la reale esposizione ai rischi.
I progetti di innovazione tecnologica che permettono alle aziende di adattarsi ai cambiamenti del mercato hanno come conseguenza l’esposizione di una sempre maggior quantità di dati di valore al rischio di furti, frodi e attacchi. L’attenzione verso la sicurezza informatica è senza dubbio aumentata nell’ultimo periodo. I dati (Assintel Report) dimostrano che l’investimento delle aziende italiane in cyber security nel 2016 è stato in crescita del 6,1% rispetto al 2015. Nell’attuale contesto emerge dunque con chiarezza come la cyber security sia un elemento imprescindibile del business, per tutti.

Proteggere processi, tecnologie e persone dal Cybercrime

cyber security
Le piccole e medie imprese sono consapevoli dei rischi, ma spesso non hanno messo in atto una strategia di sicurezza che permetta di prevenire eventuali attacchi. Le cause sono la ridotta disponibilità di budget e la mancanza di professionisti all’interno dell’azienda.
Nonostante si siano fatti passi in avanti, la maggior parte delle organizzazioni oggi dimostra ancora un approccio inefficace alla cyber security. I programmi aziendali devono tener presente di tre fattori fondamentali: processi, tecnologie, persone. Spesso accade invece che ci si concentri sui primi due, considerando la formazione del personale come non strettamente necessaria.
Inoltre, uno dei grandi problemi irrisolti è tuttora quello dell’aggiornamento dei propri asset informatici (ricordando che uno dei primi accessi alla rete aziendale avviene spesso attraverso il parco stampanti). Sono molto frequenti gli attacchi basati su exploit di falle note e risolte da tempo, ma che hanno successo perché l’amministratore non ha tempo o risorse per gestire le patch.


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