26 luglio 2017

La tecnologia per bambini: come li influenza e il ruolo dei genitori

La tecnologia per bambini può fare grandi cose: farli giocare, aiutarli a ragionare, veicolare campagne educative e dare insegnamenti preziosi. Una cosa però sembra essere certa: soprattutto per i più piccoli, non c’è nulla che può sostituire i genitori e gli stimoli che arrivano dalla “vita reale”. Un compito importante è affidato anche agli insegnanti.

Tecnologia per bambini piccoli: l’appello ai genitori

Arrivano i primi studi sugli effetti della tecnologia per bambini e anche sugli effetti a medio termine del loro rapporto con gli smartphone. Una ricerca, guidata da pediatri presso l’Hospital for Sick Children in Canada, è stata presentata alla riunione annuale della Pediatric Academic Societies. I ricercatori hanno dichiarato di non aver riscontrato conseguenze sulle capacità di comunicazione come la gestualità, il linguaggio del corpo o le interazioni sociali. L’unico aspetto che sembra risentire della permanenza prolungata davanti a uno schermo è quello legato al discorso espressivo, su questo tema sarà opportuno indagare ulteriormente. Altri studi recenti indicano che i bambini piccoli (fino a 18 mesi) non sono in grado di comprendere la connessione tra il mondo bidimensionale sullo schermo e quello tridimensionale attorno a loro. Il pensiero simbolico e la flessibilità della memoria sono qualcosa che le applicazioni non sono capaci di superare, non importa quanto siano interattive. Insomma, sebbene effetti negativi non siano ancora provati scientificamente, i pediatri sono d’accordo: incoraggiano i genitori a sfruttare i primi mesi di vita dei figli, così critici in termini di sviluppo, ed impegnarsi in modo diretto con i loro neonati.

Tecnologia per adolescenti: i social

Instagram, Snapchat, Facebook e Twitter sono spesso sotto accusa.

C’è chi li considera negativi: possono accrescere le preoccupazioni per la propria immagine, peggiorare il fenomeno del bullismo, dare problemi di insonnia, creare dipendenza, sensazioni di ansia e solitudine. Sono i risultati di una ricerca condotta da due organizzazioni sanitarie inglesi: la Royal Society for Public Health e il Young Health Movement. Viene invece valutato positivamente Youtube per come agisce sulla comprensione di un’esperienza, sulla solitudine, sulla depressione e sul supporto emotivo.
Naturalmente, prima di puntare il dito bisognerebbe capire che tipo di utilizzo si fa di un determinato social e pensare che la consapevolezza e la responsabilità individuale sono alla base di queste piattaforme.
Acer Education

Le preoccupazioni dei genitori

Sebbene manifestino preoccupazione riguardo al rapporto dei figli con la tecnologia – e sul fatto che possano diventare telefono-dipendenti – molti genitori sono convinti che la tecnologia per bambini o adolescenti faccia bene. Lo dimostra uno studio divulgato da Common Sense, organizzazione che si dedica al supporto dello sviluppo del bambino nell’era digitale. La ricerca è stata condotta da Michael Robb che – senza mezza termini – dichiara che i genitori stiano con il naso incollato agli schermi digitali lo stesso tempo dei loro ragazzi dai 13 ai 18 anni. I genitori temono che i loro figli possano diventare asociali a causa della tecnologia, ma di pari passo credono che conoscerla e saperla utilizzare sia la chiave della competitività per il loro futuro professionale. Sebbene cerchino di distogliere i ragazzi dal telefono, ammettono di essere i primi a non saper resistere quando sentono una notifica o l’arrivo di una chiamata. Il 67% monitora i figli, controllando regolarmente le chat, convinti che la sicurezza debba essere anteposta alla privacy. L’80% dice di avere concordato delle regole, mentre il 40% confessa che la negoziazione dell’uso dei social media è causa di conflitti.
Circa il 70% dei genitori è d’accordo sul fatto che la tecnologia aiuti nello svolgimento dei compiti scolastici, così come con l’apprendimento di nuove competenze, la conoscenza di nuove culture o come incentivo della creatività.

L’importanza del supporto degli insegnanti

Nel passaggio da bambini a pre adolescenti – e poi ad adolescenti – un ruolo sempre più importante lo giocano gli insegnanti. Anche a loro è affidata l’educazione all’utilizzo degli strumenti digitali, che ormai deve essere a tutti gli effetti inclusa in ciò che si impara nelle aule scolastiche.
Il docente è un professionista che opera al servizio di una società in perenne evoluzione. Il sapere cresce, le tecnologie si evolvono, cambiano le caratteristiche psico-pedagogiche degli studenti, le modalità di apprendimento, le competenze e i bisogni.
È un dovere del docente quello di rispecchiare la dinamicità culturale attuale e di rispondere alle esigenze dei suoi studenti padroneggiando una gamma di strategie didattiche il più ampia possibile, considerando le tecnologie digitali come sostegno per la realizzazione dei nuovi paradigmi educativi.
Anche la scuola può contribuire a indirizzare i ragazzi a un corretto utilizzo dei social e degli strumenti di comunicazione, a insegnare a combattere il cyber bullismo e anche a mettere in guardia gli studenti dalle truffe, dai predatori che dilagano nella Rete e da molti altri problemi di privacy e sicurezza.

 

L’importanza degli insegnanti nella vita dei ragazzi spiegata con questo commovente video

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Pubblicato da TT edu su Martedì 13 giugno 2017


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