19 gennaio 2017

Pon 2014-2020, nuove opportunità dall’Europa. Oltre 3 miliardi di euro per la scuola

Pon 2014/2020: la scuola italiana chiama, l’Europa risponde. Oltre tre miliardi di euro per il potenziamento dell’offerta didattica

Troppo spesso la cronaca ci parla di tagli, revisioni di spesa, riorganizzazioni (al ribasso) dei bilanci. In un momento in cui il Paese si vede costretto a fare i conti con la crisi, un aiuto concreto arriva, però, dall’Europa. O meglio, dal Pon 2014/2020: il Programma Operativo Nazionale per la Scuola che il Governo ha deciso di adottare per consentire ad alunni, istituti, docenti e personale didattico di accedere alle risorse comunitarie, contributi che andranno così ad aggiungersi ai fondi già previsti a livello nazionale nell’ottica di migliorare il sistema scolastico nel suo complesso. Il budget previsto ammonta a poco più di 3 miliardi di euro tra risorse stanziate dal Fondo Sociale Europeo (FSE) e dal Fondo Sociale Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).

Il Pon “Per la Scuola – competenze e ambienti per l’apprendimento” (la cui circolare operativa è stata inviata alle strutture qualche settimana fa) diventa, quindi, uno strumento prezioso anche per sostenere le politiche italiane in materia di istruzione attraverso un piano di investimenti suddiviso per finalità ben precise. Il programma copre il settennio 2014-2020 ed è destinato a finanziare sia interventi di natura materiale (tramite il FESR) che progetti immateriali (grazie al FSE). Favorire l’equità e la coesione e promuovere le eccellenze: questo il duplice obiettivo del Pon “Per la Scuola” che intende, da una parte, ridurre in maniera sensibile i divari territoriali, sostenere i ragazzi con maggiori difficoltà e rafforzare la rete degli istituti, eliminando ritardi o criticità esistenti; dall’altra, consentire a tutti gli studenti di accedere ai percorsi didattici, valorizzando i meriti personali e le potenzialità degli alunni, indipendentemente dal contesto sociale o economico di provenienza.

“Le risorse del Pon – ha sottolineato il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini – rappresentano una straordinaria occasione per qualificare ulteriormente il sistema di istruzione italiano in coerenza con quanto previsto dal governo nel disegno di legge ‘La Buona Scuola’. Si tratta di finanziamenti che ci consentiranno di attivare azioni mirate per agire sui livelli di competenza dei nostri studenti, favorendo così una ricaduta anche in termini di sviluppo socio-culturale e di crescita occupazionale del Paese. Grazie ai fondi Pon offriremo ai nostri ragazzi una risposta migliore anche in termini di ambienti di apprendimento, con un’attenzione all’edilizia scolastica e agli strumenti per una didattica innovativa”.

I due assi portanti della strategia del piano? Qualità degli apprendimenti e inclusività della formazione, per fare della scuola un ambiente al passo coi tempi: una realtà aperta, dinamica, integrata col territorio e innovativa. Ma soprattutto capace di dare risposte puntuali, all’altezza di bisogni e necessità della popolazione scolastica.

Venti regioni, 8.730 scuole: numeri e obiettivi del Pon (più qualche dritta su come partecipare)

Venti regioni coinvolte, per un totale di 8.730 istituti scolastici. Sono i numeri del Pon: cifre che indicano la portata di un intervento importante per il Paese. Destinatari di questo strumento sono, potenzialmente, 3 milioni di studenti (a partire dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori) a cui si sommano 250mila dipendenti, fra docenti e personale scolastico, e 200mila adulti.

Il programma plurifondo unisce, come già accennato, stanziamenti del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e del Fondo Sociale Europeo, con il 40% di risorse in più per il 2014-2020 rispetto alla programmazione precedente.

Ma a chi si rivolge in concreto? Il Pon “Per la scuola” mira al potenziamento e al miglioramento, strutturale e qualitativo, degli istituti di ogni ordine e grado presenti sull’intero territorio nazionale. In linea con quanto stabilito dalla Commissione Europea per il periodo di programmazione 2014-2020, le regione italiane sono state suddivise in tre categorie:

  • Regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia
  • Regione in transizione: Abruzzo, Molise e Sardegna
  • Regioni più sviluppate: Emilia Romagna, Fiuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Val D’Aosta e Veneto

Le risorse saranno destinate per il 70% alle regioni meno sviluppate, per il 23,6% a quelle più sviluppate e per il 6,4% a quelle cosiddette in ‘transizione’.

Per la prima volta il Pon Istruzione riguarda tutto il Paese e non solo le regioni in via di sviluppo: per gli anni 2014-2020 si parla, dunque, di circa 2,2 miliardi stanziati dal FSE e 800 milioni dal FESR. Il budget totale verrà distribuito per le tre categorie di regioni. Alle regioni meno sviluppate andranno, quindi, oltre 2 miliardi di euro, a quelle in transizione 193 milioni mentre alle regioni più sviluppate verranno indirizzati 714 milioni di euro.

Quattro sono gli assi attorno ai quali dovranno svilupparsi gli interventi finanziati con i fondi Pon: Istruzione (Asse I), Infrastrutture per l’istruzione (Asse II), Capacità istituzionale e amministrativa (Asse III), Assistenza tecnica (Asse IV). Una particolare attenzione sarà poi dedicata ad alcuni focus di spesa, tipologie di azioni mirate e specifiche su temi che stanno a cuore al Governo centrale. Nello specifico:

  • contrasto alla dispersione scolastica (interventi di prevenzione e contrasto dell’abbandono scolastico precoce e promozione dell’uguaglianza di accesso all’istruzione, a partire dalla scuola dell’infanzia)
  • potenziamento delle competenze chiave
  • alternanza scuola-lavoro (per costruire un canale di comunicazione e confronto tra l’ambiente didattico e il mondo del lavoro; valorizzazione tecnico-professionale);
  • formazione professionale dei docenti (competenze disciplinari, metodologiche, valutative e gestionali più forti e innovative)
  • competenze dei docenti in ambiti specifici (con un occhio di riguardo all’innovazione)
  • promozione delle eccellenze, attività laboratoriali
  • sviluppo dei CPIA (Centri per l’Istruzione degli adulti) e rafforzamento delle competenze degli adulti (sviluppo delle competenze trasversali e acquisizione di abilità utili al mercato del lavoro, alla partecipazione alla vita sociale, politica ed economica);
  • potenziamento delle dotazioni tecnologiche e degli ambienti di apprendimento (dotazioni tecnologiche e strumenti di apprendimento innovativi, coerenti con l’evoluzione della didattica; riqualificazione delle strutture e degli spazi educativi per accelerare il processo di ammodernamento della scuola)

Ogni Ufficio scolastico regionale avrà una struttura idonea e personale dedicato per garantire supporto alle scuole e monitorare l’efficacia delle attività programmate dalle istituzioni che decidono di sfruttare le opportunità offerte dai Fondi Ue.

Esatto, ma come si partecipa? La modalità principale di intervento sarà il Piano di Miglioramento predisposto da ciascuna scuola sulla base di un’autovalutazione delle proprie criticità e dei propri bisogni: una sorta di analisi approfondita che verrà definita collegialmente da ciascuna realtà didattica e che integrerà il piano dell’offerta formativa. Il documento “di auto-diagnosi” dovrà contenere una descrizione dettagliata delle problematiche più rilevanti e, allo stesso tempo, l’insieme di proposte e azioni (sia FSE che FESR) attraverso cui la scuola intende rispondere alle proprie esigenze e a quelle della comunità di riferimento.

Per presentare il Piano le scuole dovranno utilizzare gli strumenti messi a disposizione dal MIUR, candidandosi di volta in volta per:

  • Piano integrato di interventi: un bando che prevede un set differenziato di azioni, che saranno individuate dalla scuola secondo le proprie esigenze
  • Circolari attuative su singole azioni: interventi su specifici obiettivi
  • Azioni centralizzate: iniziative promosse dall’Autorità di Gestione per la realizzazione di interventi di sistema avviati a livello centrale

In termini operativi, le scuole potranno poi fare affidamento su due diverse piattaforme: “Gestione Interventi” (GPU-Gestione Programmazione Unitaria) su cui potranno compilare online i formulari dei progetti per la presentazione dei piani e la gestione delle proprie attività; “SIDI” (Sistema Informativo Dell’Istruzione) su cui potranno gestire la rendicontazione amministrativo-finanziaria dei progetti, una volta finanziati.

Uno dei temi del Pon, le dotazioni tecnologiche. Parola d’ordine: smart school

Sarà il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) a finanziare la progettualità in termini di potenziamento delle infrastrutture scolastiche e incremento dell’accesso alla nuove tecnologie. La didattica del futuro passa, infatti, anche e soprattutto dall’uso diffuso di strumenti di apprendimento adeguati, capaci di stare al passo con lo sviluppo informatico e in linea con i dispositivi di ultima generazione. Tutto nell’ottica di favorire la permanenza dei giovani a scuola ed evitare il fenomeno degli abbandoni scolastici, ancora troppo frequenti.

Digitale, innovativa, aperta: la didattica 2.0 abbraccia a pieno l’occasione del Pon che contribuirà alla promozione di approcci didattici innovativi per rispondere alla sfida attuale della modernizzazione (diffusione della banda larga veloce e del wi-fi, nuova alfabetizzazione informatica). Gli investimenti saranno quindi mirati al potenziamento e all’adeguamento, laddove necessario, delle dotazioni tecnologiche, favorendo la promozione di risorse di apprendimento online e l’allestimento di veri e propri centri scolastici digitali. In questo senso, sono previsti interventi per la formazione degli allievi e piani specifici di formazione anche per il personale scolastico.

Gli istituti scolastici avranno a disposizione, nelle singole aule, tecnologie multimediali. Grazie al programma sarà, dunque, possibile aggiornare i laboratori di settore e migliorare la fruizione e l’accesso agli ambienti delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC). Questo, in particolare, a vantaggio dell’intero corpo docente che potrà contare su uno scambio di informazioni rapido, puntuale e aggiornato fra i diversi operatori della scuola e fra le varie strutture del territorio, in un’ottica di rete.

Ma non è tutto. L’intenzione è infatti quella di procedere in modo più ampio, migliorando e facilitando gli accessi alle biblioteche e alle emeroteche digitali, introducendo supporti tecnologici per i contenuti digitali e per realizzare piattaforme web. Saranno poi sviluppate pratiche di e-learning, potenziato l’uso di reti aperte e ampliata la connettività e la connessione con il territorio per dar vita a una vera e propria smart school.

“Lavorare in rete e creare sinergie per intercettare i fondi strutturali europei”: analisi del modello Prato

I fondi strutturali europei arrivano in momento non facile per il mondo scolastico. Il Pon si presenta, quindi, come un’opportunità per tutte le scuole italiane. Per capire come si muoveranno in prospettiva le Amministrazioni locali abbiamo intervistato l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Prato Mariagrazia Ciambellotti.

Assessore Ciambellotti, sono uscite le prime indicazioni sul Pon 2014/2020. Nuove opportunità, in termini di risorse preziose, arrivano dall’Europa: si parla, per 20 regioni, di oltre 3 miliardi di euro a disposizione del mondo didattico. Quanto la scuola ha bisogno di queste risorse? Come vi muoverete, a livello locale, per accedere a questi finanziamenti?

“Queste risorse aggiuntive rappresentano, ovviamente, un contributo importante per le nostre strutture scolastiche. Senza ombra di dubbio uno dei primi punti critici che affronteremo sarà quello relativo alla dispersione scolastica, un fenomeno che ci preoccupa. Lavoreremo in sinergia per intercettare questi finanziamenti europei.

Il modello che seguiremo ricalcherà quello che abbiamo adottato per l’inserimento dei ragazzi stranieri nei nostri istituti provinciali: un esempio di integrazione che sta portando risultati e che vede, da anni, la collaborazione fattiva tra i vari enti del territorio per garantire parità di accesso all’istruzione e facilitare l’inserimento di questi alunni nelle classi. Stimoleremo ancora una volta la capacità di fare rete di questa città, un esempio per molte altre realtà italiane. Ci impegneremo, quindi, per realizzare un progetto analogo nell’ottica di limitare l’abbandono scolastico. L’idea è quella di mettere a punto percorsi di orientamento, sostegno, formazione e di introdurre nelle scuole la figura dei facilitatori, tutor in grado di seguire i ragazzi e aiutarli nella crescita e maturazione personale. Tutto questo, sulla base di un’alleanza e di un confronto costante fra famiglia e scuola”.

Tra i vari obiettivi individuati dal Pon vi è la riqualificazione degli spazi educativi, oltre all’ammodernamento degli ambienti scolastici e agli interventi a sostegno della scuola digitale, con l’introduzione di dotazioni tecnologiche. Come vede lei la scuola del futuro e come sta lavorando il Comune in questo senso? Quali azioni potranno essere messe in campo grazie al Pon?

“Abbiamo fatto una ricognizione dell’informatizzazione delle scuole, monitorando e mappando la situazione. Anche sulla base di questo piano, è stato fatto un programma di intervento per la diffusione della banda larga in tutti gli istituti. Questo lavoro è a buon punto: le risorse sono state già individuate e inserite nel bilancio. Ci sono infatti alcune scuole già a un buon livello su questo fronte e altre più indietro. Intanto procediamo con questa mappatura nell’ottica, quanto prima, di sostenerle e accompagnarle verso una informatizzazione completa. La cosa essenziale è la strutturazione del sistema: avere il cablaggio nelle scuole è l’elemento indispensabile e magari il Pon potrebbe essere d’aiuto.

La scuola del futuro per la nostra Amministrazione è personalizzata, adeguata, aperta. In grado di facilitare l’apprendimento e di garantire parità di accesso a tutti i ragazzi”.

Prossimi eventi

EDUCATION TOUR. Innovazione, cultura e tradizione con il digitale

Giovedì 7 maggio 2015, dalle 14.30 alle 17.30 al Grand Hotel Baglioni (piazza dell’Unità Italiana, 6 – Firenze)

TT Tecnosistemi in collaborazione con HP, Intel e Microsoft, ti invitano a partecipare alla tappa di Firenze dell’Education Tour.

Durante l’evento verranno presentate tutte le novità di prodotto e le soluzioni pensate per il mondo Education. Interverranno gli esperti di Impara Digitale per approfondire le tematiche legate all’apprendimento digitale. Potrai inoltre partecipare alla simulazione di un’aula digitale con i nostri esperti.

Per informazioni: segreteria organizzativa education_tour@newtonlab24.it.


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